Aia dei Colombi

video: Mauro Fermariello   montaggio: Mauro Di Schiavi

Guardia Sanframondi è bellissima, languidamente sdraiata su colline verdi di olivi e viti.

Negli anni ’70 era famosa per la festa religiosa dei Riti Settennali, dove entusiasti flagellanti facevano la felicità di fotografi ed antropologi. Io, già allora un po’ vago, me ne ricordavo solo il giorno dopo, e mi riproponevo di tornarci sette anni dopo.

Ovviamente non sono mai riuscito ad assistere alla processione, ma ho visitato spesso il paese, per il piacere di perdermi nei suoi vicoli e ammirarne i magnifici palazzi.

Oggi invece sono qui per conoscere Marcello Pascale, dell’Aia dei Colombi. La sua cantina è appena sotto il paese, in una piccola conca.

Al mio arrivo Marcello non c’è ancora, trovo invece la moglie Maria, indaffaratissima tra l’imbottigliamento e lo scarico di scatoloni. Provo a farla smettere per chiacchierare, ma lei sorride e va avanti con il lavoro.

Marcello arriva dopo un po’, saltellando per una discesa con passo sghembo; ha l’aria ascetica di Erri De Luca, e la timidezza allegra di Troisi. E come lui smozzica le parole e lascia le frasi a metà, divagando. Mi è subito simpatico, a prescindere. Mi piace come parla del suo lavoro, senza alcuna posa. E’ un contadino vero, non ha bisogno di aggiungere parole a quello che fa.

Si capisce che più che la cantina l’appassiona la terra, il vigneto, ed è lì che andiamo per l’intervista. Mi mostra le piante, l’uva, ed è come se mi presentasse dei parenti.

I vitigni sono falanghina, fiano ed aglianico, coltivati con tecniche tradizionali, anche se le favorevoli condizioni pedoclimatiche rendono eccezionali gli interventi della chimica.

I vini sono freschi, sapidi e minerali, e per niente cari. Mi ritrovo a pensare di quanto lavoro e fatica ci vogliano per raggiungere la semplicità di un lavoro fatto bene.

Visitiamo anche la nuova struttura agrituristica, quasi terminata, e mentre sono lì provo ad immaginarmi come deve essere risvegliarsi su quel mare di vigne.

Deve essere proprio bello, ecco come deve essere.

di più: www.aiadeicolombi.it

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2 Commenti

  1. Un contadino vero, nel senso più puro e più nobile della parola. Tutti i vini sono di grande qualità, il Vignasuprema a mio modesto parere è semplicemente uno dei vini bianchi migliori d’Italia. Da qualche anno anche guide e riviste blasonate si sono accorte di lui (strano ma vero), esporta in America e Giappone, la produzione viene regolarmente esaurita, eppure ti dice con la massima semplicità “ti posso dare solo l’annata nuova perchè GRAZIE A DIO la vecchia l’abbiamo finita”, sta lì ad assaggiare vini con te e a parlare per ore della terra, dell’uva, dei progetti come fossi un amico di vecchia data… Per dare un’idea del personaggio la prima volta che sono andato carico la macchina con i cartoni acquistati, lo saluto con una stretta di mano, salgo e accendo il motore e lui tranquillo mi saluta. A un certo punto mi ricordo che MI ERO DIMENTICATO DI PAGARE. Scendo di corsa (lui era già rientrato in cantina) e mi scuso imbarazzatissimo. Lui, con un sorriso ancora più imbarazzato del mio, mi fa “E che problema c’è, potevi pagare pure la prossima volta” (ovviamente non m’aveva mai visto nè conosciuto prima)…
    Non c’è problema Marcellino, stai sicuro che continuerò a tornare!

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    • L’intervento di Valerio è praticamente la continuazione del mio pezzo. Sarei veramente felice se gli amici di winestories tenessero aggiornati i miei articoli, arricchendoli con le loro esperienze.

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