La Marca di San Michele

Ho conosciuto Alessandro Bonci, de La Marca di San Michele, un paio di anni fa. L’ho poi reincontrato spesso, in giro per fiere, ma nonostante la simpatia (spero reciproca), non sono mai riuscito a scambiarci poco più che dei saluti. Alessandro è schivo, parla poco, ma ha sempre un sorriso ironico, e lo sguardo curioso. Per capirne il carattere, basta rifarsi a quello che dice nel filmato. Ogni volta che chiedo a un vignaiolo cosa gli piace del suo mestiere, in genere la risposta è: la vendemmia.

Per Alessandro, no. Il momento più bello è la potatura invernale, da solo, in vigna, a pensare quel che è stato, e quel che sarà.

L’occasione di incontrarlo per girare il  video FIVI  mi aveva fatto sperare di avere un po’ più di tempo a disposizione.

Arrivo in Contrada San Michele, a Cupramontana, nel primo pomeriggio. Fa così caldo che l’idea di scendere dall’auto mi sembra una pazzia. In campagna hanno appena ripreso il lavoro, per effettuare una pre-vendemmia, giusto 40 cassette per attivare i lieviti indigeni.

A raccogliere ci sono tutti i soci, Alessandro, la sorella Beatrice, e Daniela Quaresima, più un paio di amiche volontarie. E di amici (cittadini) se ne aspettano tanti altri, che domani è il gran giorno, si vendemmia.

Ma di fare due chiacchiere in santa pace non se ne parla proprio, neanche stavolta.

Bisogna fare in fretta per portare le cassette alla cantina dove le uve verranno pigiate. La cantina interna infatti non è ancora pronta.

L’azienda è giovane, nata nel 2007 da una divisione ereditaria, ma ha una storia antica, che risale ai nonni. Come tanti giovani vignaioli, anche i nostri hanno fatto altro, prima di arrivare in vigna. E credo che una scelta ragionata, non dettata dalla consuetudine delle cose, renda in termini di consapevolezza e, in ultima analisi, in qualità del prodotto.

Sono sei ettari a conduzione biologica, cinque di verdicchio, e uno di montepulciano.

Quest’ultimo è un nuovo impianto, che va a riprendere una coltura qui di casa nel dopoguerra.

Il 2012 è stata un’annata difficile, il caldo e il secco hanno messo a dura prova i vigneti, causando perdite quantitative notevoli, ma l’attenzione e il rispetto per le piante che ho potuto ammirare, ci fanno sperare che anche questa volta Il Pigro e Il Capovolto non ci deluderanno.

di più: www.lamarcadisanmichele.com

www.winestories.it/cose-la-fivi/

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2 Commenti

  1. ciao ale come stai mi pia ciuto il tuo video bellisimo io sautto per tutti voi Anna poi Dani poi Bea come sta mamma di Dani anche Maurisio ………….

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  2. io adasso pensso avoi mi machi voi

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