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Winestories

Un blog che parla di vino, viti e vignaioli

Falkenstein

5 Agosto 2019 1 commento

Naturno,  Monte Sole della Val Venosta.  Nuvole bianche e basse si stagliano sul fondo verde scuro dei boschi di conifere. Sono nell’azienda Falkenstein, in attesa di Franz Pratzner, il titolare.

Quando arriva, ho subito un’impressione di forza, spalle larghe e andatura da rugbista. Ha un bel sorriso, con gli occhi azzurri che si riducono a due fessure. Dev’essere un tipo coraggioso, se a fine anni ’80 ha avuto l’animo di ribaltare l’azienda paterna e dare una sterzata decisa verso la viticoltura.

Ecco la sua versione: «I primi documenti dell’azienda risalgono al XII secolo, mentre la nostra famiglia è qui da duecento anni. Fino al Dopoguerra qui c’erano  mucche, vigne e grano, poi sono arrivati i frutteti. Negli anni ’80 producevamo solo un po’ di schiava, giusto per avere il vino per la trattoria di famiglia. Poi nell’88 ho deciso di cambiare tutto, abbiamo tolto le mele e messo giù i vigneti. È stata una scelta naturale, io ho seguito la Scuola Agricola di Lainburg e già da allora avevo una predilezione per il lavoro in vigna e cantina. Oggi abbiamo dodici ettari di vigne, tutte tra i 600 e i 900 metri d’altitudine. Il più importante è quello di riesling, poi abbiamo pinot bianco, un po’ di sauvignon e gewürztraminer, e l’unico rosso è il pinot nero.  

Questa zona è differente dal resto dell’Alto Adige; terreni secchi, fatti principalmente di sabbia e sassi e poca argilla. Piogge scarse – solo 350 mm all’anno – e c’è sempre vento, tanto che abbiamo pochi problemi con oidio e peronospora. In autunno una forte escursione termica, fino a 20 gradi, dona ai nostri vini più acidità, rendendoli più minerali e fruttati. Tutte queste caratteristiche fanno sì che i Riesling della Val Venosta ricordino quelli tedeschi.

Siamo un’azienda familiare, oggi mia moglie Bernadette è fuori con gli operai a fare le sfogliature. Mia figlia lavora con me in cantina, e cura da sola il reparto vendite. Io mi occupo di tutto, e l’obiettivo è il prodotto finale, è quello che mi interessa. Sono felice quando chi beve il mio vino è soddisfatto. Il vino è  qualcosa di speciale; con una mela, una volta mangiata, la cosa finisce lì. Dopo un bicchiere di vino, puoi restare con gli amici a parlarne per ore»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lieselehof
Tiefenbrunner

Comments

  1. Alessandro dice

    1 Novembre 2019 at 12:16

    Questo riesling merita tutte le vette del sudtirol. Infinite note fumè!

    Rispondi

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About Me

Mi chiamo Mauro Fermariello, e sono nato a Napoli nel 1958. Laureato in Scienze Agrarie, ho presto abbandonato il lavoro in campagna per seguire la mia passione per la fotografia.

Mi sono trasferito così a Milano nel 1990, cominciando a collaborare con diverse testate, interessandomi di reportage, ed approfondendo il mio interesse per gli argomenti scientifici.

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