Beppe Rinaldi

Non è facile avere a che fare con Beppe Rinaldi; può decidere che gli vai a genio, e fermarsi con te a lungo, così come anche gentilmente liquidarti con una battuta. Se ti chiamano “Citrico”, ci sarà bene un motivo. Avevo invano provato a intervistarlo per due anni di seguito, alla manifestazione di Vini Veri, a Cerea. Non c’ero riuscito, protetto com’era da un fitto capannello di amici con cui discuteva animatamente, e ogni volta era venuta in mio soccorso la figlia, Marta.  Ed è a lei che telefono, perché interceda affinché il padre mi conceda un paio d’ore del suo tempo. È una telefonata strana, io chiedo, Marta traduce, e Beppe, nel sottofondo, che borbotta “ma cosa vuoi fare l’intervista, ancora a parlare di vino, che noia!”

Ma andare a Barolo e non incontrare Beppe Rinaldi è come andare a Napoli e non mangiarsi una pizza. Un viaggio a vuoto. E allora strappo un appuntamento, ed ecco il resoconto video del nostro incontro.

video: Mauro Fermariello     montaggio: Mauro Di Schiavi

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6 Commenti

  1. Grande Mauro hai saputo (a parte il video) raccontare in poche righe cosa vuol dire approcciarsi e poi conoscere i Rinaldi.

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  2. Che bello ascoltare la passione.. burocrazia e establishment fanno più danno della filossera, colpiscono nell’animo e nella libertà. Controlli, ma rispettosi delle singole identità e delle tradizioni!
    Grande Beppe !

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  3. Complimenti a chi ha ripreso questo splendido racconto. Complimenti a Beppe, in questo spaccato pieno di saggezza e purtroppo anche di tristi verità. Chi è grande fa vini grandi.
    Il Duca

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  4. unico & vero = 1 GRANDE

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